mercoledì 21 luglio 2010

Cos’è il coaching?

Cos’è il coaching? Il coaching è un processo attraverso il quale si aiutano gli individui e gruppi di persone a realizzare obiettivi e dare il meglio per raggiungerli e produrre risultati. Pordenone, Per distinguerlo dalle terapie... si dice che è la “terapia” per chi sta bene! L’obiettivo generale del coaching, in una determinata situazione, è di ottenere un posizionamento (atteggiamenti, comportamenti) efficace creatore di risultati, lavorando sui NODI/SNODI della vita privata o professionale. È importante sottolineare che per agire nel presente, il coaching non si basa sull’ analisi del passato e della storia personale, ma guarda al futuro! È una metodologia nata a supporto degli sportivi, dei dirigenti e dei manager, prima negli USA ... questo collegamento con il mondo imprenditoriale e sportivo ha lasciato un effetto “alone” sull’immagine del metodo, come riservato ad un “elite”. Peraltro, oggi ci si chiede di fronte al diffondersi della pratica, se si è anche in presenza di un effetto moda? Il coaching, in effetti, come tutte le metodologie innovative, non potrà non subire l’onda naturale dell’effetto moda.. Però, come pratica, se è una moda, potremmo dire che dura comunque da millenni, tenendo conto dei suoi principi, semplici: • l’arte di porre le giuste domande • l’ascolto e la riformulazione • il feed back • a consapevolezza produttrice di senso e di energia per agire Il coaching si apre, quindi, a tutti coloro che intendono trovare delle risposte e delle modalità concrete per migliorarsi (nel saper agire ed interagire in alcune situazioni e contesti, acquisire maggiore “intelligenza delle situazioni”) e/o superare delle criticità (superare una difficoltà, un momento critico di transizione, attraversare una situazione in un contesto di fragilità personale). Concretamente, il coach aiuta l’altro (coachee) in un percorso di riflessione guidata, a trovare le proprie risposte, con un approccio di tipo “pro_attivo” o di tipo “cur_ativo” (reagendo a...), accompagnandolo a: 1. guardare al futuro, conoscere/capire e tener presenti i propri obiettivi/ priorità/motivazioni 2. analizzare la situazione di oggi per conoscere/riconoscerne i limiti ma anche saper leggere/vedere le risorse, proprie e nell’ambiente 3. capire e definire come muoversi concretamente L’azione del coaching inizia con un patto chiaro sugli obiettivi del percorso, la durata, i risultati attesi e la metodologia. Se vuoi maggiori informazioni telefona al numero 0434/20101 o su info@humanperformance.it HUMAN PERFORMANCE ti darà tutte le informazioni di cui hai bisogno per conoscere in modo approfondito il coaching, in più ti daremo una sessione gratis di coaching per provare di persona come lavora un coach. Chiamaci senza nessun impegno e prendi subito al volo questa opportunità. Se vuoi puoi andare nel sito https://www.humanperformance.it Riferimenti Contatto http://www.humanperformance.it Ufficio Stampa veronica altosinno Human Performance Piazza Risorgimento 33170 Pordenone Italia veronica.hp@alice.it

lunedì 19 luglio 2010

Cos’è che guida un’azienda verso il successo?

In tutte le aziende non manca il momento in cui devono essere prese decisioni. Di conseguenza, non manca un organo, un gruppo di persone o anche una singola persona, che si assuma questo onere. Ci sono momenti in cui l’attività decisionale è particolarmente ardua. Variabili e incertezza sempre maggiori, risorse scarse, competitività sempre maggiore, rendono ostico prendere qualunque decisione. Cosa fare? Cosa scegliere? Le scienze economiche da anni studiano gli elementi necessari per l’equilibrio aziendale, sia esso istituzionale che economico. Sono proprio tali discipline che ci vengono in aiuto per indicarci la maniera di facilitare e agevolare il processo decisionale. L’Orientamento Strategico di Fondo (OsF) raccoglie l’identità profonda dell’azienda. E’ il disegno, l’anima aziendale, raccoglie gli elementi, i presupposti che indicano per quale motivo l’azienda è stata creata. E’ la vera identità della nostra azienda. L’Orientamento Strategico di Fondo (tra i suoi ispiratori troviamo Peter Drucker) raccoglie principalmente i seguenti elementi: •Che cos’è l’azienda: o ancora meglio, “chi è” l’azienda. Corrisponde alla sua identità più profonda. •Che cosa fa: qual’è il suo campo di attività, lo sviluppo perseguito a livello qualitativo e quantitativo, ecc. •Perché lo fa: qual’è l’obiettivo di fondo? •Come lo fa: qual’è la filosofia dell’azienda? Quali sono le linee organizzative di base? Grazie a questi elementi diventa più semplice, anche in momenti di instabilità dei mercati o di crisi, dare gli adeguati indirizzi strategici all’impresa. E come possiamo arrivare a stabilire l’Orientamento Strategico di Fondo della nostra attività? Questo nella realtà si traduce nello stabilire: •Una mission aziendale (chi siamo? cosa facciamo? perché?) •Una vision aziendale (dove stiamo andando? dove vogliamo arrivare?) •Dei valori aziendali (in cosa crediamo? cosa vogliamo perseguire? a cosa ci atteniamo? cosa non faremmo mai?) Tutte le aziende più importanti, quelle che conseguono dei risultati anche nei momenti di crisi, hanno chiari tali elementi e non è un caso che destinino parte del loro budget all’intervento di professionisti qualificati che le aiutino a stabilirli. Per Ken Blanchard, autore del best seller “The One Minute Manager“, “Senza una vision avvincente e degli obiettivi chiari, la tua Leadership in realtà non conta” Il processo che permette di stabilire questi fattori, implica che essi vengano estesi e condivisi a ogni livello aziendale. Non basta infatti scrivere una bella frase nero su bianco da esporre in una sala riunioni o nella mensa. Occorre che tutti questi elementi facciano parte del DNA della nostra azienda a livello atomico. Non parliamo soltanto di manager e alta dirigenza, bensì estendiamo questi concetti a ogni singola persona che fa parte dell’organismo personale. Ogni persona ha degli obiettivi personali e molti di questi possono essere realizzate grazie ai frutti del loro lavoro. Non basta però la semplice remunerazione per dare lo stimolo necessario per lavorare in maniera efficace, perché ogni persona ha un’identità e questa si deve evincere in ogni momento della loro vita, soprattutto nel lavoro. Tutte le persone hanno un’identità, hanno dei valori e vogliono conseguire dei risultati nella vita. Se i componenti dell’organico aziendale si identificano nella mission, nella vision e nei valori aziendali, sarà più facile mantenere un buon livello di produttività e di focus, in un ambiente di lavoro positivo e stimolante, che generi così nuove idee, nuove intuizioni, che permettano alla nostra attività di primeggiare sul mercato. Vi fornisco infine, alcuni esempi di aziende reali e di successo: • Toyota • Ikea • Microsoft • Pirelli • Illy Tratto da : www.lifelabcoaching.com

Il coaching personale per una vita migliore.

Tirarsi su e maniche, farsi da sè, mettersi in pista, auto perfezionamento, è stato chiamato in mille modi ma il principio è lo stesso. Se vuoi farti una vita, lavora su te stessa. Questa è la prima puntata nella nostra serie trimestrale di auto perfezionamento. Spesso pensiamo a quello che vogliamo ottenere dalla vita nel senso di “vincere” qualcosa. Ma, come perfino gli atleti ti potranno dire, vincere non ha niente a che fare con gli altri. C’è un solo allenatore che può aiutarti a vincere, ed è proprio lì di fronte a te, mentre ti guardi allo specchio. Il coaching personale è un nuovo approccio nella costruzione della sicurezza di sé. Il coaching personale combina autostima, sicurezza di sé, e metodi pratici per aiutarti ad aiutare te stessa. La differenza tra autostima e sicurezza di sé. Una grande tennista inizia sempre la partita sicura che può vincere. Non c’è dubbio nella sua mente che è lei la migliore, e guarda caso, finisce per vincere di misura. È celebrata come un’eroina, poi va a casa e si sente triste. Cerca di convincersi di quanto sia bello vincere, ma non riesce a non pensare ai suoi errori, a cosa ha detto di sbagliato nell’intervista dopo partita, cosa non va nel suo aspetto. Ha sicurezza di sé ma ha poca autostima. Sicurezza di sé è sapere che puoi farcela sempre; autostima è come percepisci te stessa. La sicurezza di sé ti aiuta ad ottenere quello che vuoi; l’autostima ti permette di godertelo. Il coaching personale per principianti Per ottenere quello che vuoi dalla vita serve una buona combinazione di autostima e sicurezza di sé. Per fortuna gli esseri umani sono una specie molto positiva e con un po’ di pratica riuscirai a far convivere sicurezza di sé ed autostima in modo che si alimentino a vicenda e crescano forti insieme. Ecco come funziona. Fai il seguente esercizio regolarmente e premiati sempre indipendentemente dal risultato. Se l’esercizio ti a fatto sentire un po’ meglio o ti ha procurato dei vantaggi reali, abbandonati a quelle piacevoli sensazioni. Se l’esercizio non ti ha portato a nulla, premiati comunque per il coraggio e l’energia che hai speso. Fare qualcosa per migliorare te stessa rappresenta già i 3/4 di questa battaglia. Il tuo primo esercizio 1. La lista dell paura Fai una lista di tutto ciò di cui hai paura in ordine decrescente. Cerca di includere tante piccole fobie anche quelle apparentemente assurde come camminare in una stanza buia, salutare l’inquietante signora dell’edicola, o chiedere un CD in un negozio di dischi. Scegli la cosa che ti fa meno paura e falla. Se scopri che era una cosa innocua, facci sopra una bella risata. Hai già fatto un primo grande passo. Se non hai trovato il coraggio, ridici sopra lo stesso – hai fatto comunque un grande passo. Riprovaci ancora. Anche se ci vorranno decine di volte, scoprirai di diventare più coraggiosa ad ogni nuovo tentativo. 2. Fai qualcosa che ti piace veramente. Poi ripensa a come ti sei sentita bene. Avevi paura mentre lo facevi? Se sì, sei riuscita in qualche modo a divertirti? E tutto questo cosa ti insegna? Ripeti questo esercizio ogni volta che puoi. Tratto da : www.nuvenia.it

Cos'è il coaching?

Il coaching: una definizione Processo intenzionale e pianificato che ha l’obiettivo di aiutare le persone a imparare /migliorare le competenze attraverso l’esperienza quotidiana facendo ricorso a un’attività di sostegno individuale e a programmi specifici. Il coaching: l’approccio metodologico Il coaching mira a rendere la persona consapevole delle risorse a sua disposizione, dei reali punti di forza e del proprio stile relazionale, concordando di volta in volta gli obiettivi da raggiungere attraverso un linguaggio articolato e diretto nel dare e condividere il feedback, nell’esprimere gli obiettivi, nel formulare i concetti, nel sostenere e incoraggiare a superare gli ostacoli. L’aspetto formativo viene integrato da un approccio di coaching, vale a dire da una modalità di fornire al Cliente gli strumenti per acquisire consapevolezza, identificando i punti di forza in contrasto con quelli suscettibili di miglioramento, lavorando in maniera mirata e pianificata per agire traguardando l’obiettivo di coaching proposto. Il coaching: i benefici Il coaching, come strumento di sviluppo, accelera i progressi della persona, perché la aiuta ad orchestrare e pianificare lo sviluppo delle proprie competenze per ottenere risultati significativi e specifici. I benefici che più spesso se ne ricavano dal coaching sono: •l’acquisizione di autonomia e consapevolezza, che si esprime nell’utilizzo delle proprie capacità in termini autonomi e non imposti; •un maggiore coinvolgimento della persona interessata; •un miglioramento della sua motivazione, essendo il coaching improntato all’azione; •un aumento della responsabilizzazione, perché le azioni da fare sono scelte e perseguite dalla persona, protagonista del proprio sviluppo supportata dal proprio coach. Il Coaching: lo sviluppo delle persone nelle organizzazioni Lo sviluppo delle persone può anche avvenire per caso, all’interno dell’organizzazione. Ma solo un approccio sistematico può garantire la crescita ordinata, veloce e coerente delle competenze critiche per l’organizzazione. Per far sì che questo approccio sistematico diventi una realtà è necessario che i capi agiscano concretamente considerando il coaching una priorità. E’ fondamentale considerare che: •Il cambiamento è inevitabile. Perfino le organizzazioni di maggior successo rischiano grosso se pensano di potersi riposare sugli allori. L’eccellenza di oggi non garantisce nulla circa il successo di domani. •Le persone devono imparare e adattarsi molto rapidamente. Le competenze delle persone diventano obsolete con la stessa rapidità delle tecnologie. Per affrontare con successo la sfida continua del cambiamento, le organizzazioni hanno bisogno di persone capaci di apprendere e adattarsi molto rapidamente. L’esperienza e il tempo devono essere “aiutati” da strategie per favorire l’apprendimento. •Le persone vogliono crescere. Una delle poche cose che motiva le persone migliori nelle organizzazioni è la possibilità di apprendere e di crescere nel lavoro. Le persone che si sentono sottoutilizzate possono decidere di andare a lavorare altrove. Per evitare di aiutare così la concorrenza è utile e necessario investire sul loro sviluppo. Perchè rivolgersi ad un coach? •per raggiungere i tuoi obiettivi individuali di miglioramento grazie al supporto personalizzato del coaching; •per diventare un coach efficace nel supportare i tuoi collaboratori e/o interlocutori che vuoi far crescere. Tratto da : www.olmpos.it

martedì 17 novembre 2009

Ora tocca alle Pmi

In un momento di confusione come questo, il coaching può aiutare a rifocalizzarsi sugli obiettivi. Ma il settore deve trovare nuovi modo per raggiungere le imprese. Da un’indagine sulla formazione continua dell’Isfol sulla piccola e media impresa risulta che gli imprenditori ritengono carenti i propri dipendenti soprattutto nell’organizzazione del lavoro quotidiano, nel rispetto delle scadenze, nelle previsioni dei problemi, nell’assunzione di responsabilità, nel problem solving immediato e nello stabilire un ordine di priorità nelle azioni che sia funzionale al business. Le competenze da sviluppare, come si evince dall’indagine, sono le classiche competenze manageriali – commenta un esperto, una su tutte, la capacità di prendersi rischi e responsabilità. Queste sono le competenze che il coaching, più di ogni altra metodologia, riesce a sviluppare in modo personalizzato. Stando ai principali rappresentanti del coach italiano, infatti, c’è tutto un mondo di Pmi che andrebbe coinvolto di più e che spesso ignora le potenzialità di un metodo, ormai assolutamente rodato nelle multinazionali. Iniziative come quella di Fondirigenti e Asfor sui finanziamenti per la qualificazione dei dirigenti che operano nella Pmi possono dare un impulso notevole al mondo del coaching, infatti quest’anno abbiamo ricevuto un significativo numero di richieste di supporto per lo sviluppo manageriale di imprese che si avvalevano di questi finanziamenti. Prima di allora l’attenzione veniva più che altro dalle multinazionali, dove c’è una particolare attenzione allo sviluppo delle risorse e alla gestione dei talenti, oppure dai grandi gruppi bancari, o dalle gradi aziende di telecomunicazioni e Ict, spiega l'esperto. Non si tratta tanto di diffidenza, né solo di un problema di risorse. Gli imprenditori spesso faticano a trovare il tempo per conoscere, comprendere e applicare, presi come sono a sopravvivere e continuare ogni giorno il proprio business. Si potrebbe inserire l’argomento coaching nelle occasioni di incontri di categoria, ad esempio, anche offrendo avvicinamenti in forma sostenibile. Consideriamo inoltre che spesso chi eroga il coaching è una piccola impresa, se non addirittura un singolo professionista, quindi è in grado di capire e dare un contributo fattivo allo sviluppo. Il forte carico di impegni che sovrasta le figure di vertice è alla base della reticenza di parte della Pmi a investire sul coaching anche secondo un altro esperto. Spesso l’imprenditore è incapace di districarsi nel tour de force della sua vita e ne nasce un giro vizioso: da un lato il risucchio dei problemi impedisce a chi si trova al vertice di dedicare gli spazi e le energie necessarie per decidere come cambiare il proprio modello di gestione, dall’altra l’accentramento impedisce ai comprimari di crescere e di assumere maggiori responsabilità, liberando i vertici. Dall'individuo alla collettività In sintesi il coaching serve proprio a sintonizzarsi e rifocalizzarsi sulgi obiettivi. Gli obiettivi sono mantenere alta la motivazione e l'energia, rendere più agili le procedure, contenere i costi, considerare le richieste del cliente e rispondere adeguatamente, collaborare e saper delegare, non pretendendo di fare tutto da soli, sviluppare gli altri (senza paura che diventino più bravi). In apparenza potrebbe sembrare nulla di nuovo, ma nei fatti non è così. Il coaching, essendo una metodologia relazionale che parte dall'individuo e si allarga ai colleghi, ai capi, ai collaboratori, ai clienti, rende possibile un'inversione concreta delle abitudini inefficaci. Sia il coaching individuale che il coaching collettivo stanno attraversando una fase di estensione, secondo un esperto, perchè la crisi richiede che massimizzano i ritorni degli investimenti. Il team coaching facilita il progresso collettivo nelle modalità di funzionamento di un gruppo o processi decisionali delicati su scelte che hanno impatto sull'evuluzione strategica e organizzativa dell'azienda o sul successo di un progetto, quindi si sta formando per un team di Alta Direzione; mentre il coaching individuale tocca il livello dei valori, delle convinzioni, delle motivazioni di un apersona rispetto al contesto in cui opera e quindi va più in profondità. Siamo impegnati da anni ad offrire servizi innovativi che coniughino l'efficacia del coaching individuale e del team coaching con fabbisogni complessi, quali la facilitazione dei cambiamenti organizzativi e del mondo del business. Si lavora su un ampio spettro aziendale dalle comemrciali alle multinazionali, al settore delle comunicazioni e anche con il settore pubblico, che si sta avvicinando al coaching. In questo particolare momento storico siamo di sopporto alle insicurezze degli imprenditori e dei manager, spiega un esperto, alle incertezze che si trovano ad affrontare ogni giorno. La formazione può essere affrontata anche in cellule. Dalla cellula individuale alla cellula aziendale, passando a stadi relazionali intermedi. in una azienda di 50 persone abbiamo avviato un processo tutta la formazione del coaching - racconta un esperto- quindi coaching individuale, aule, sessioni tripartite in cui il coach ha il ruolo di moderatore delle richieste e offerte tra due colleghi che cercano di rafforzare la capacità di confronto e negoziazione, infine team coaching. Il raggio d'azione è molto vario e comprende, oltre alle multinazionali, alle grandi aziende, anche associazioni, onlus, cooperative, a testimonianza del fatto che lo strumento ha una sua validità anche presso enti impegnati nel campo del sociale e non solo in quello profit. Per quanto riguarda l'offerta per le aziende, puntualizza un esperto, presentiamo il metodo agli HR manager anche attraverso miniworkshop per valutare le principali criticità dell'impresa, poi mettiamo a punto le metodologie di lavoro e passiamo ai processi di coaching individuale, alla formazione d'aula per manager-coach, al team coaching. Feedback, vision, ascolto attivo, ciclo di coordinazione delle azioni: su ognuno di questi temi i partecipanti possono avere un confronto reale e fruire di alcune sessioni di coaching individuale.

venerdì 13 novembre 2009

Pool di coach in azienda

Nelle realtà più grandi si sta delineando un nuovo trend: l’erogazione di servizi di coaching anche a fasce non manageriali, mediante programmi customizzati. Il coaching è uscito dal ristretto ambito delle corporate per diffondersi anche nella società civile. Un salto non da poco per un metodo formativo approdato in Italia da un decennio attraverso le grandi multinazionali straniere. A confermarlo è un esperto, presidente dell’Associazione italiana coach professionisti, che vede ormai il coaching in ogni ambito sociale. Dalla scuola alla famiglia, alla piccola-media impresa. Stiamo puntando a consolidare il coaching non solo nelle grandi aziende, ma anche in tutti gli ambienti dove l’applicazione del metodo può rivelarsi preziosa. Con riferimento al Global Coaching Survey 2008-2009 commissionata dalla Federazione italiana coach (ICF) alla Frank Besser Consulting, presidente ICF, spiega che l’Italia si posiziona al decimo posto nel mondo e al quarto in Europa fra i Paesi che hanno maggiore concentrazione, di business coach. Considerato che la ricerca prende in considerazione 162 Paesi al mondo, il dato ci sembra piuttosto rilevante. Rispetto al ciclo di sviluppo, l’Italia è nella fase di crescita, ovvero si sta passando dalla fase di introduzione a quella di maturità. Per quanto riguarda il mondo dell’impresa, secondo un esperto non è tanto questione di dimensioni, anche se effettivamente presso le multinazionali quello del coach è un biglietto da visita ben referenziato. Il coaching va di pari passo con le imprese d’avanguardia, piccole o medie che siano. Dipende dalla carica innovativa dell’azienda, dalla preparazione culturale degli imprenditori alla ricerca di nuove metodologie di gestione. Dal nostro osservatorio privilegiato vediamo poi che l’intervento è concentrato sul Nord e sul Centro; che gli ambiti produttivi sono prevalentemente quelli dell’alta tecnologia, della ristorazione di eccellenza, dei garden. Cosa chiedono le imprese Le aziende illuminate, quelle che guardano al futuro consapevoli di doversi preparare continuamente al cambiamento imposto dalla globalizzazione dei mercati e dall'emergenze di istanze sempre nuove in ogni angolo del pianeta; quelle medie aziende con velleità di crescita e con solide fondamenta, basate non solo sulle competenze tecniche ma anche relazionali del proprio management; e poi le grandi realtà internazionali: ecco il grande mercato del coaching. Anche se il presidente della ICF conferma che le maggiori utilizzatrici del coaching restano prevalentemente le multinazionali e che il vero trend oggi è il "pool di coach interno". Sempre più aziende stanno scegliendo di creare pool di coach interni per poter erogare servizi di coaching anche a fasce non manageriali; cresce, dunque, la richiesta di programmi di formazione al coaching customizzati. La gamma degli interventi richiesti è piuttosto varia: dalla chiarificazione della vision allo sviluppo motivazionale dei manager, dalla costruzione di un team coeso alla conciliazione vita privata/vita professionale. Il grande vantaggio del coaching è la misurabilità dell'intervento in breve tempo. Il coach lavora fianco a fianco dell'imprenditore o dell'amministratore delegato e in sei mesi i risultati sono visibili sul clima, sul livello del benessere e sul fatturato stesso. In molti casi il coaching diventa addirittura la leva per fare altra formazione dato che, partendo dall'analisi dei problemi e dall'organizzazione di un piano strategico, si aggiunge spesso ad inserire, all'interno del progetto di rinnovamento, anche altri interventi di formazione tradizionale. Leadership da ricostruire L'impatto della crisi sul coaching è stato inversamente proporzionale a quello dei fatturati, secondo il presidente della ICF. La crisi a spinto molte aziende a ripensarsi intermini di leadership e a ricercare un sopporto di coach professionisti per permettere i propri manager di affrontare la crisi in modo proattivo e innovativo. Sempre più utilizzo del coaching è orientato allo sviluppo della leadership ispirata ai principi della responsabilità sociale dell'impresa. In modo particolare viene frequentemente richiesto l'approccio dell'executive time coaching per realizzare, attraverso i commitment di tutti i membri dei board, un cambiamento culturale in linea con un consolidamento dell'etica, dalla sostenibilità alla responsabilità del business. Per questo motivo il mercato del coaching continua a registrare aumenti vicini al 100% ogni anno.

martedì 3 novembre 2009

NUOVO STRUMENTO PER L'EFFICACIA PERSONALE

La Human Performance, nella persona del Dott. Sergio Amatulli, ha ottenuto la certificazione per l'utilizzo di un innovativo ed efficace strumento: INDIVIDUAL EFFECTIVENESS La continua accelerazione del mondo del business e la pressione della competizione globale rendono sempre più necessarie le capacità di tollerare lo stress, auto-motivarsi, saper gestire le relazioni, essere Leader autentici, essere consapevoli di ciò che ci sta accadendo intorno, essere creativi ed efficaci. Queste caratteristiche diventano fondamentali per gestire sia il proprio lavoro che la propria vita al meglio. Alcune evidenze: • Le tre capacità più ambite dall’MBA, sono: abilità di comunicazione, abilità interpersonali e iniziativa. • Una ricerca dell’UCLA ha rivelato che solo il 7% della Leadership di successo è attribuibileall’intelletto; il 93% del successo deriva da fiducia, integrità, autenticità, onestà,creatività, presenza e adattabilità. Cos’è l’Intelligenza Emotiva L’Intelligenza Emotiva è ciò che distingue la performance ordinaria da quella superiore, sia negli individui che nei team, è ciò che consente di passare dal “buono” all’ “eccellente”.L’IE nel modello di Individual Effectiveness è intesa come l’integrazione fra Emozioni, Pensieri e Azioni. Ha a che fare con il “pensare” le proprie Emozioni e con il “sentire” i propri Pensieri nel decidere quali azioni intraprendere. L’IE non è la capacità di fare qualcosa (non c’è utilità nel saperlo fare se non lo si mette in pratica), ma la pratica di integrare pensieri ed emozioni nella guida del nostro comportamento. A volte abbiamo la capacità di farlo, ma spesso non riusciamo a causa di limitazioni, paure o abitudini di comportamento che ignorano le emozioni.L’IE ha a che vedere con la motivazione che sottende ai nostri comportamenti. L’IE è composta da due aspetti: • Intelligenza Intrapersonale - essere intelligenti nel comprendere cosa sta accadendodentro di noi (Self Awareness) e agire di conseguenza (Self Management) • Intelligenza Interpersonale - essere intelligenti nel comprendere cosa sta accededo aglialtri e tra gli altri (Other Awareness) e agire di conseguenza (Relationship Management) Caratteristiche dell’Individual Effectiveness • Permette di spiegare come gestiamo le nostre risorse interne per risultare pienamenteefficaci• È basato su un modello coerente e integrato che include i più recenti studi sull’Intelligenza Emotiva sviluppati negli ultimi anni • È uno strumento diagnostico che evidenzia punti di forza e specifiche aree di miglioramento • È il primo questionario che fornisce l’indice di misurazione delle “fluttuazioni” delcomportamento umano (passivo-aggressivo, dipendente-indipendente, pessimistaottiminsta) • Integra diversi livelli di analisi, dalle convinzioni (per esempio su di sé) alle competenze (peresempio la gestione dei conflitti) • È disponibile nella versione on-line e fornisce diversi report interpretativi, inclusa l’analisi a360. Applicazioni dell’Individual Effectiveness: SVILUPPO DELLA LEADERSHIP: Costituisce un approfondito quadro di riferimento per strutturare programmi di Personal, Business ed Executive Coaching. COACHING: L’Intelligenza Emotiva è ciò che distingue un Leader di “alto livello” da un Leader “competente” in termini di atteggiamento e di efficacia interpersonale. WORK LIFE BALANCE E STRESS: Gestire al meglio se stessi e la propria vita è fondamentale per gestire al meglio periodi avversi o di forte pressione. SELEZIONE DEL PERSONALE: In fase di selezione i risultati del test possono aiutare a evidenziare eventuali aree critiche o prevedere come il candidato risponderà a specifici compiti richiesti dalla posizione. UTILIZZO CON ALTRI TEST: Il questionario Individual Effectiveness è complementare ad altri test sulla personalità (per esempio all’MBTI). Mentre questi test misurano preferenze e caratteristiche stabili, l’Intelligenza Emotiva guarda al perché dei nostri comportamenti e alle emozioni che sottendono le nostre motivazioni. SVILUPPO PERSONALE: Un’ alta Intelligenza Emotiva consente di “essere al proprio meglio”. Ogni persona ha un enorme potenziale che può essere bloccato da paure, rigidità e difese.Aumentare il proprio livello di conoscenza dell’IE aiuta a crescere e cambiare.